Per imparare a sognare a occhi aperti, insieme

Autore: Mario Bianchi  - fonte: ateatro.it

Per un bambino o per una bambina andare per la prima volta a teatro è come sprofondare in un sogno. Vedere vivi sulla scena i personaggi che la mamma narrava loro prima di dormire, Pinocchio, Peter Pan, addirittura tutti e tre i porcellini, provoca un meraviglia che si avverte, sulla poltroncina dove sono seduti, nei loro occhi, nella loro reazione per un mondo differente da quello che praticano ogni giorno e che davvero per loro diventa simile a un sogno. Così il bambino e la bambina percepiscono il teatro come qualcosa di magico, di stregato che, nello stupore del loro sguardo, in qualche modo, avvertono come sacro, una specie di miracolo non da consumare ma da vivere intensamente come un’esperienza eccezionale e unica. Si accorgono che ogni essere sulla terra può possedere un’anima: anche un semplice oggetto, anche il pupazzo che li ha sempre accompagnati. Questo sogno li abitua a relazionarsi a mondi diversi, a conoscere meglio sé stessi, senza bisogno di nessun Freud, grazie a un sogno che il più delle volte è condiviso e vissuto con i genitori o con i nonni.
I bambini e le bambine si accorgeranno che il teatro possiede in sé, oltre i cinque sensi e il sesto senso, quello intuitivo, un settimo senso: è il senso che li mette in relazione con loro stessi, con gli altri e con la realtà circostante, ma anche con un mondo che non è di questo mondo, proprio come accade nei sogni. Questo senso profondissimo si basa – ed è un paradosso – su un’arte effimera e anacronistica come il teatro, che magicamente, in questo mondo basato sull’apparenza e sull’inganno, ci fa comprendere meglio il nostro essere parte dell’universo.
La sala teatrale diventa una specie di letto, dove chiuse tutte le luci, come nella propria stanza, nel buio si accende un luogo dove tutto può accadere e che li aiuta perfino a diventare “grandi”, proprio come accade nei sogni come ci ha insegnato Freud. Del resto non è stato un bambino a dirci la differenza tra il cinema e il teatro: “Al cinema si vede grande, al teatro si vede vero”. Come nei sogni: solo quando ci siamo svegliati, solo in quel momento abbiamo rimpianto di non esserci accorti che quello che abbiamo vissuto, pur parendoci vero, non era vero.
Ma qui a teatro crediamo subito che quello che stiamo vedendo sul palco può benissimo accadere nella nostra vita. I bambini lo percepiscono meglio di noi: e così imparano a non lasciare briciole di pane a segnare il loro cammino sapendo che gli uccelli se ne ciberanno… a non costruire la loro casa con la paglia, perché il lupo la demolirebbe in un battibaleno.
Dunque portate i vostri figli, i vostri nipoti a teatro e condividete con loro i sogni che vedrete sul palco. Ne troverete tutti giovamento!

 

 

Mission

Crediamo che il teatro sia uno spazio di emozione, riflessione e partecipazione, capace di creare legami tra artisti e spettatori. Portare il teatro dove c’è bisogno di bellezza, ascolto e relazione.

 

 

Vision

Costruire un teatro vivo, inclusivo e innovativo, in cui ogni spettacolo diventi un’esperienza unica di emozione, cultura e partecipazione. Fare della compagnia Foyer ’97 un simbolo di eccellenza teatrale e partecipazione culturale.

 

 

 

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